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venerdì 8 luglio 2016

Dear Sister #4

To: hljenks@aol.com
From: hilde.jk@aol.com
Subject:   

Non fa differenza. Non fa proprio nessuna differenza. E sai perché? Perché se questa legge passa, lo sapranno tutti comunque che sono una mutante registrata. Perché della nostra famiglia si chiacchiera da sempre. Perché abbiamo Meredith Rose nella genealogia, o te lo sei scordato?
E chi credi che andrebbero a cercare nel fantastico database dei mutanti e dei loro poteri i Pollak, i Bower e tutte le altre brave persone della nostra amorevole comunità?
Me, te, la mamma e magari anche papà, già che ci sono. Cosa credi, quanto ci metterebbero a trovare il mio nome? 

E no, non venirmi a dire che il mio primo errore è stato registrarmi. Non lo accetto. Voglio il DIRITTO di vivere legalmente. Ma probabilmente me lo toglieranno. Di nuovo. 

Perciò fanculo i Pollak e i Bower. E sì, hai letto proprio bene, ho scritto FANCULO. 
E salutami la mamma. 
Hilde

martedì 5 luglio 2016

Dear Sister #3

To: hilde.jk@aol.com
From: hljenks@aol.com
Subject:   

[Link al video della marcia sul Walt Whitman Bridge e il discorso finale, con diversi primi piani del viso di Hilde mentre parla con trasporto alla folla] 
Sei proprio una stronza. O devi essere impazzita. Forse il gene X ti ha dato alla testa, mh?
Cosa credevi di fare? Non te lo ricordi che hai una famiglia, a Kennebunkport? Ma sì che te lo ricordi, solo non te ne frega assolutamente nulla, giusto?
Molto più importante la politica e gli interessi tuoi e dei tuoi amichetti mutanti!

Hai idea di come l'abbia presa la mamma, tutta questa faccenda? Hai idea di come li guardino ora i Pollak, i Bower e tutte le brave persone della nostra amorevole comunità?
Ah ma certo, tu tanto ormai sei andata via, sei una persona nuova...
E a chi resta non ci pensi? 

Hai portato la guerra, nella nostra famiglia. E ora anche anche questo. Che altro? 

E non venirmi a dire che dovremmo accettarti per quello che sei e tutte le stronzate che tiri fuori ogni volta. Anzi, non cercarmi più, che è meglio.

Helen

martedì 28 giugno 2016

Let's go camping!

Sono stanca. Una stanchezza diversa dal solito. E ho le mani sporche di colore e pennarello come non succedeva da quando ero bambina. Ho cenato poco, male e tardi. E come se non bastasse la pioggia, per tutta la strada in motorino da Bella Vista a casa.

Eppure sento che possiamo e dobbiamo farlo. Non dobbiamo permettergli di andare avanti, dobbiamo riuscire a fermarli prima che questa assurda legge passi, perché risuonerebbe come una dichiarazione di guerra. Sarebbe un sasso che darebbe inizio a una valanga, e allora difficilmente riusciremmo a fermarla.

Mi chiedo se davvero sia la stupidità a muovere eventi come questi, o se non vi sia dietro ben altro.

Che meravigliose prospettive. Da una parte l'apocalisse, dall'altra la possibilità di un evento catastrofico involontario, e infine la guerra civile.

Come dici papà? Certo che ci vengo a pescare! Non mancherei per niente al mondo.
Come potrei mancare? Del resto non ho la presunzione di ritenermi in grado di fermare eventi di questa portata. Posso fare qualcosa, ma sono utile, non indispensabile.

Se è possibile salvare Philadelphia, l'America e il mondo, riusciranno a farlo anche senza di me. E se non è possibile...

Beh, voglio andare a pesca con mio padre.