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venerdì 8 luglio 2016

Dear Sister #4

To: hljenks@aol.com
From: hilde.jk@aol.com
Subject:   

Non fa differenza. Non fa proprio nessuna differenza. E sai perché? Perché se questa legge passa, lo sapranno tutti comunque che sono una mutante registrata. Perché della nostra famiglia si chiacchiera da sempre. Perché abbiamo Meredith Rose nella genealogia, o te lo sei scordato?
E chi credi che andrebbero a cercare nel fantastico database dei mutanti e dei loro poteri i Pollak, i Bower e tutte le altre brave persone della nostra amorevole comunità?
Me, te, la mamma e magari anche papà, già che ci sono. Cosa credi, quanto ci metterebbero a trovare il mio nome? 

E no, non venirmi a dire che il mio primo errore è stato registrarmi. Non lo accetto. Voglio il DIRITTO di vivere legalmente. Ma probabilmente me lo toglieranno. Di nuovo. 

Perciò fanculo i Pollak e i Bower. E sì, hai letto proprio bene, ho scritto FANCULO. 
E salutami la mamma. 
Hilde

martedì 28 giugno 2016

Let's go camping!

Sono stanca. Una stanchezza diversa dal solito. E ho le mani sporche di colore e pennarello come non succedeva da quando ero bambina. Ho cenato poco, male e tardi. E come se non bastasse la pioggia, per tutta la strada in motorino da Bella Vista a casa.

Eppure sento che possiamo e dobbiamo farlo. Non dobbiamo permettergli di andare avanti, dobbiamo riuscire a fermarli prima che questa assurda legge passi, perché risuonerebbe come una dichiarazione di guerra. Sarebbe un sasso che darebbe inizio a una valanga, e allora difficilmente riusciremmo a fermarla.

Mi chiedo se davvero sia la stupidità a muovere eventi come questi, o se non vi sia dietro ben altro.

Che meravigliose prospettive. Da una parte l'apocalisse, dall'altra la possibilità di un evento catastrofico involontario, e infine la guerra civile.

Come dici papà? Certo che ci vengo a pescare! Non mancherei per niente al mondo.
Come potrei mancare? Del resto non ho la presunzione di ritenermi in grado di fermare eventi di questa portata. Posso fare qualcosa, ma sono utile, non indispensabile.

Se è possibile salvare Philadelphia, l'America e il mondo, riusciranno a farlo anche senza di me. E se non è possibile...

Beh, voglio andare a pesca con mio padre.

venerdì 25 marzo 2016

Lessons

È un gruppo di bambini quello che ha davanti. Hanno finito di leggere un brano di letteratura e ora hanno chiuso i libri, per iniziare la parte della lezione dedicata al controllo dei poteri.
- Quindi ricordate cosa dovete fare?
- Respirare - è quasi un coro, un po' scombinato.
- E respirare come?
- Lentamente - come sopra.
- E se vi agitate che succede?
- Che non riusciamo a controllarlo - ancora una volta poche voci spiccano, in un insieme più o meno omogeneo. 
Sorride, annuendo soddisfatta.
- Bene, Matthew, fammi vedere.
È un bel bambino dai capelli scuri, gli occhi di un verde trasparente, il naso coperto di lentiggini, ha una decina di anni, forse meno. Raddrizza le spalle, inizia a respirare lentamente.
- Bravissimo. Ora cerca di sentire l'energia, portala tutta nella mano destra.
Il bambino solleva la mano, palmo in alto, e pian piano piccole scariche elettriche disegnano sottili saette che scorrono da un dito all'altro, sollevando un'ondata di risolini e commenti sottovoce.
Hilde sorride.
- Perfetto, basta così. Martha, vieni tu ora.
Si alza una bimba bionda, con i capelli corti e gli occhi celesti. Al suo sorriso manca un canino.
- Sei riuscita?
La bimba annuisce.
- Bene, fammi vedere.
Martha prende un bel respiro e lentamente, dai tagli verticali sulla schiena della sua maglietta spuntano due ali candide, che pian piano si dispiegano sollevandosi verso l'alto. Le batte un paio di volte.
L'insegnante sorride annuendo, poi un cenno incoraggiante.
La bimba serra le labbra, sospira rumorosamente, poi chinata la testa ripiega le ali e inizia a contorcersi un poco. Hilde anche serra le labbra, e cerca di conservare l'espressione serena, che diviene appena un po' apprensiva. Ma mantiene il sorriso.
- Non innervosirti Martha, continua a respirare lentamente, e tieni la schiena rilassata.
Le ali pian piano si riducono di dimensioni, poi ancora spunta qualche penna dalla schiena della bimba, infine scompaiono.
- Bravissima! - esclama la ragazza con un sorriso, mentre tutta la classe prorompe in un applauso che fa affiorare di nuovo quella finestrella tra le labbra della bimba.
- Siete stati bravissimi, tutti quanti. Ora potete andare, ma cosa dovete ricordare?
- Che dobbiamo esercitarci solo dentro le mura della Scuola! - risponde un bambino zelante, prima degli altri. Hilde annuisce con un sorriso.
- Miss Jenkins, ma perché non posso saltare, fuori dalla scuola? So farlo bene! Al parco c'è un albero bellissimo, ha i fiori grandi, li volevo vedere... E anche a Martha volevo farli vedere. Lei ci arriverebbe, con le ali!
- Perché non possiamo, Rose. Vi ricordate? Vi ho parlato del VPA. La legge dice che i poteri si possono usare solo in caso di pericolo. E a scuola.
Il tono è gentile, e anche il sorriso, che cerca di infondere anche agli occhi scuri, probabilmente con scarsi risultati.
- Ma il VPA è per i Vigilantes! Noi non siamo Vigilantes!
- Il VPA è per chi ha poteri speciali Matthew. E noi li abbiamo.
- Ma a James non dice niente nessuno se gli guarisce il dito fuori dalla scuola!!! - protesta una vocina sul fondo. 
- E poi perché Martha si può esercitare a casa e io no?! - un'altra voce alla sua destra. 
- Perché Martha abita dentro la scuola, Rose... - risponde con pazienza, ancora con un debole sorriso. 
Il suono della campanella arriva a salvarla da quei discorsi, portandosi via uno sciame di bambini ridenti, lasciandola con un macigno in fondo al cuore.

venerdì 19 febbraio 2016

Darkness and Light - A Phoenix And The Real Thing: The Sun


"Colpire gli agenti della Force è giusto: essi sono solo servi di un governo razzista che opprime e schiaccia sotto il suo tallone i nostri fratelli mutanti e che noi smantelleremo pezzo per pezzo."
No. Sono solo persone in errore. Hanno fatto una scelta, quella di impegnarsi per far applicare la legge sul controllo. Ma di questo si tratta, far applicare una legge. Se la legge è sbagliata, loro saranno al massimo responsabili del come la fanno rispettare, ma non è loro l'errore di fondo. Bisogna far cambiare la legge.
"Invitiamo tutti i fratelli e le sorelle vessati della prevaricazione di un governo razzista e ostile a unirsi alla Causa."
No. Siamo vessati dalle regole imposte da un governo spaventato, o che comunque deve render conto a persone spaventate. Ci sono persone razziste e ostili. Ci sono persone spaventate. Ci sono persone razziste, ostili e spaventate. O forse lo sono proprio perché spaventate.

Possiamo fare di meglio che spaventarle ulteriormente. Possiamo farci conoscere per quello che siamo. Abbandonare le nostre paure e Risplendere!

Per fortuna viviamo sotto un governo democratico. Esistono mezzi legali per portare avanti le proprie battaglie, per far sentire la propria voce. Non sarà immediato, e neppure semplice, ma qualcuno deve pur provarci. O tutti i nostri fratelli lì fuori, che vivono le loro vite incomplete, o nell'ombra, costretti a infrangere la legge solo per essere sé stessi. Tutti loro si sentiranno soli, abbandonati, e in loro crescerà la sfiducia e la rabbia.
La strada non è la guerra contro i razzisti o contro i Sapiens BasicHumans (?). La strada è una vera Integrazione. Alla luce del sole.







sabato 13 febbraio 2016

Dear Sister

To:  hljenks@aol.com
From: hilde.jk@aol.com
Subject: Ciao 
Ciao Helen, 
so che non ti ho mai scritto, ma questa volta ho preferito così. Per telefono lo trovo più complicato. E di persona forse ancora di più.
Cosa hai saputo di me, negli ultimi mesi? La mamma ti ha raccontato? Non mi meraviglierei se non lo avesse fatto. È come se stesse cercando di cancellarmi. Completamente.
Ormai avrai capito qual'è il punto. Il mio "Problema". Helen scusa, ma non ce la faccio più a chiamarlo così. Lo so io come lo sai anche tu che non è una stregoneria, né una maledizione, ma solo il gene X che si è risvegliato nel sangue della nostra famiglia da generazioni.
Fatto sta che quando sono arrivata a Philadelphia, dove i mutanti sono definiti tali, per quanto spesso nascano problemi. Dove è possibile ma non necessario nascondere la propria natura a tutti i costi... Qualcosa è cambiato. L'energia ha ripreso a scorrere più violenta che mai e non riuscivo più a controllarla.
Ho iniziato con una fiammata sul lavoro. Lavoravo in un locale, fortunatamente è successo nelle cucine, ho potuto mascherarlo. Poi in casa, una volta, poi un'altra. Ho rischiato di dar fuoco a ogni cosa Helen. Ho avuto paura, tanta.
Per fortuna, o probabilmente il destino, perché forse se non avessi parlato con lui nemmeno mi sarei trovata in quella situazione. In ogni caso non so perché. Fatto sta che ho conosciuto Marcus pochi giorni prima di trovarmi in quella situazione ed è stato fondamentale. È un professore della Young Gifted School. È riuscito a calmarmi, a farmi capire come controllarlo, e soprattutto non mi ha imposto niente. Né la registrazione, né l'iscrizione alla scuola. Mi ha dato consigli, ma mi ha lasciato completamente libera di scegliere.
E alla fine ho scelto.
Ho scelto di registrarmi e di iscrivermi alla scuola. Ho scelto di vivere alla luce del sole. Letteralmente. Di seguire la legge e di imparare a gestire il mio potere, a conoscermi, a vivere per quella che sono, non come il simulacro di una persona che non esiste.
Helen ti prego, dimmi che almeno tu puoi capirlo.
Ho chiamato la mamma, non ha voluto ascoltare ragioni, mi ha proibito di registrarmi, di iscrivermi alla scuola, mi ha minacciata. E ha chiuso il conto della mia carta di credito.
Forse sperava che cambiassi idea, ma non posso. Puoi capirlo?  Dopo 18 anni mi sono di nuovo sentita completa, mi sono sentita Me. E credo che il mio dovere, ora, sia mettere quello che so fare al servizio degli altri. E aiutare gli altri Gifted ad accettarsi e le persone ad accettarci. E fare qualsiasi cosa sia in mio potere perché nessuno debba mai più soffrire come noi, Helen, come me, come papà, la mamma. E tu? Non ho mai saputo se tu abbia sofferto di tutta questa situazione. Sicuramente vedere papà sfigurato, e... Mi hai odiata, Helen?
Non so perché ho deciso di scriverti. Non abbiamo mai parlato molto di cose serie. Meno che mai di questo.
Ma mi manca la mia famiglia. E penso che sia ingiusto e sbagliato. Non ho fatto niente, a parte nascere diversa, con il gene di Meredith Rose.
Qualunque cosa pensi, Helen, qualunque cosa tu decida, ti voglio bene. Ne voglio a tutti voi. Non voglio crearvi problemi, ma devo vivere la mia vita. 
Salutami la mamma e papà.
Hilde

 P.S. Alla Free mi hanno presa. E sì, dopo la registrazione. Hanno il badge tra i documenti di assunzione. 
 

giovedì 28 gennaio 2016

Happiness, More or Less

Mi hanno preso! Sono passata a ritirare la posta e a saldare i danni all'appartamento ed era lì! La risposta della Free Library! Un incarico part time, di basso livello, ma intanto sono entrata! Sono così felice... Peccato non poterlo dire a nessuno. Forse qualcuno sì. Ma comunque non alle persone a cui vorrei dirlo. Potrei farlo, ma non voglio rovinarmi questo momento, lo farò nei prossimi giorni. Chiamare e sentire il silenzio calare dall'altra parte non è il modo migliore per festeggiare l'avvenimento.
Mi manca lo scondinzolare di Duke.
La mamma mi manca? E papà? Non lo so. Di certo quello che non mi manca è sentirmi sempre un'immagine riveduta e corretta di me stessa, infilata in una vita "normale" che per me non aveva niente di normale. Costretta a mentire su tutto e a tutti, come se stessi vivendo una vita non mia.
E pensare che ho vissuto così per diciotto anni. Come ho fatto a non impazzire?
Però sì, un po' mi mancano. Forse mi manca quello che non ho mai avuto. Il loro amore per ME, non per qualcuno che non è mai esistito se non nella loro testa.



martedì 19 gennaio 2016

Fresh Beginnings

Mi sono trasferita alla Scuola. Mi sono iscritta, trasferita alla scuola e registrata, nell'ordine. Tutto nell'arco di due giorni.
E sento che sia stata la decisione migliore che ho preso negli ultimi venti anni. O forse l'unica che ho davvero preso personalmente.
Mamma non mi parla. Ho provato a chiamarla un paio di volte, ma non ha voluto parlarmi. Papà non so, non era in casa. O almeno così mi è stato detto. Se almeno provassero ad ascoltarmi...
Helen non saprei. Forse dovrei chiamarla, ma in fondo... Non abbiamo mai parlato di queste cose, non saprei da che parte cominciare.
Con il lavoro è un po' un casino, perché non riesco a fare tutto. Dovrò lasciarne uno. Ero incerta se lasciare il Corpet o la biblioteca. E ho anche saputo che Inara e Alba lo hanno ceduto. Per carità, anche Nite e Ice sono in gamba, ci vado molto d'accordo. Con Ice, Nite mi inquieta un po' a tratti.
In ogni caso non è questo. Solo che... Stavo per fare richiesta alla Free Library e... Probabilmente farò così: se mi accettano la richiesta, lascio il Corpet E la libreria. Altrimenti... Probabilmente è meglio lasciare il Corpet, per avere più chance alla Free.
In ogni caso oggi porto il curriculum, incrociamo le dita, magari se mi rispondono rapidamente nemmeno devo scegliere.

mercoledì 13 gennaio 2016

Laws, Racism and Freedom

“La Phoeni-x è un organizzazione che sopravvive di un'unica forza: la vostra paura, che sia di un mutante o della registrazione.

Su qualsiasi attacco, su ogni morto, c'è l'ombra di uno spauracchio chiamato VPA. Ma la registrazione è l'unico strumento per garantire una convivenza pacifica tra gifted e umani, per garantire l'ordine. Non credete a chi la definisce un cappio del governo, perché è al contrario l'unico modo per essere davvero liberi, per non doversi nascondere o vivere come clandestini.

La Phoeni-x, che desidera sterminare la razza umana, è soltanto lo stesso mostro razzista che promette di combattere: un cancro che minaccia la pace, la libertà di ogni singolo mutante che sostiene di difendere.
Vi chiamano fratelli. Fanno appello alla fratellanza ma è solo una menzogna. Non vi stanno regalando la libertà che tanto proclamano, vi stanno dando una sola ed unica scelta: quella di vederla come loro.

Le porte della Young Gifted School sono sempre aperte per chiunque voglia scoprire da sé il valore della registrazione, per chiunque tema il proprio potere o desideri conoscerlo meglio. E così resteranno sempre, perché la nostra forza è il vero punto debole dei terroristi che si nascondono dietro al simbolo della fenice. Portiamo avanti un futuro di pace e di convivenza. Portiamo avanti la speranza di un Mondo in cui gifted ed umani siano uniti, in cui non ci sarà nessuno che vi metterà contro le vostre famiglie, contro i vostri amici.
Il primo passo per cambiare davvero il Mondo è quello verso la legalità. Il primo passo per prendervi cura di voi stessi e di coloro che vi sono vicini è quello di dichiararsi al Governo. Perché insieme si può costruire qualcosa, con la divisione ed il razzismo l'unica cosa che ci aspetta sono macerie.” [Comunicato della Young Gifted School in merito agli ultimi attacchi della Phoeni-X]

Continuo a rileggerlo. In particolare la parte finale.
Hanno ragione? Non riesco a deciderlo.
Da una parte non ce la faccio più a nascondermi, a scappare. Ho iniziato a 7 anni e non ho più smesso di scappare. Da quello che sono, da quello che posso fare. Per certi versi ancora ne ho paura. Ma sono adulta ormai. So quali sono i rischi, saprei gestirlo. Ma se da un lato vorrei imparare a conoscere e controllare questa parte di me, dall'altro ho paura.

“Non credete a chi la definisce un cappio del governo, perché è al contrario l'unico modo per essere davvero liberi, per non doversi nascondere o vivere come clandestini.”

“Davvero liberi”... Dovrei comunque continuare a nascondermi. I miei non dovrebbero sapere, della scuola, della registrazione, di niente. Nessuno nella mia città dovrebbe saperlo.
E comunque... se è vero che la registrazione è un modo per essere liberi, in totale uguaglianza, che senso ha l'Articolo 4*? Perché dopo avermi chiesto di uscire allo scoperto bollano le mie capacità NATURALI come arma impropria? Qualcosa che non ho il diritto di detenere, di usare come meglio credo, nei limiti delle leggi esistenti? Un Sapiens nella sua vita privata può usare un accendino, un saldatore, un lanciafiamme! Mentre io non posso usare la mia capacità nemmeno per accendere un camino, pena da tre a dieci anni...

“Il primo passo per cambiare davvero il Mondo è quello verso la legalità. Il primo passo per prendervi cura di voi stessi e di coloro che vi sono vicini è quello di dichiararsi al Governo. Perché insieme si può costruire qualcosa”

Quanto vorrei che fosse vero.





*VPA (Vigilantes Prohibition Act) - Art. 4:
Il divieto di utilizzo dei poteri in luogo pubblico o privato per ragioni differenti dalla sola difesa personale o altrui in caso di pericolo grave e imminente previsto per i Mutanti, con la seguente Legge è esteso a tutti i possessori di poteri sovrumani di qualunque natura. La violazione di tale divieto autorizza l'Autorità all'arresto in flagranza di reato e alla pena detentiva da 3 a 10 anni.

lunedì 11 gennaio 2016

Awakening

Sono passati tre giorni. Ho cambiato le tende, il tappeto, e per ora ho comprato una fodera per il divano. Appena avrò i soldi ricomprerò anche quello. La parete dovrò dipingerla, o magari copro la macchia, e mi offro di pagare il danno al padrone di casa.
Sto mettendo in pratica i consigli di Marcus, riesco a canalizzare l’energia, a farla uscire, in modo che non mi provochi gli sbalzi dei giorni scorsi.
Sto iniziando ad accettarlo.
A suo parere dovrei iscrivermi alla scuola, ma mi ha lasciata libera di decidere, anche in merito alla registrazione.
Non posso farlo. I miei non me lo perdonerebbero. Non sarebbero in grado di capire. Qui a Philadelphia sembra di essere in un altro mondo…

Quello che devo ancora capire è… io cosa voglio? Voglio continuare a far finta di essere una Sapiens? O voglio finalmente accettare la mia natura di Gifted e realizzarla?
Realizzarla… Anche questo è un concetto molto relativo.
Se volessi seguire la legge alla lettera dovrei imparare a gestire il mio potere per poi dimenticarlo, confinandolo alla “legittima difesa”. Tutto questo è assurdo e umiliante.
La verità è che se hai il Gene-X tutto quello che devi fare è Mentire. Sempre, a tutti, e soprattutto a te stesso. Devi vivere da Sapiens. Perché così è stato deciso. E non da te, ovviamente.

Perché mi fa ribrezzo solo pensare in questi termini? Anche io ho iniziato a pensare in categorie, ora? Quanto vorrei poter essere semplicemente un Essere Umano. Con tutte le mie capacità, che derivino o meno dal Gene-X. Senza dovermene vergognare.

L’unica cosa che temo, ora, è che non sia sufficiente. Ho imparato a sfogare l’energia quando acquista potenza per via del mio nervosismo, o situazioni simili, ma può bastare? Il fuoco è qualcosa di pericoloso, se non si sa come gestirlo. Nessuno lo sa meglio di me. L’ho imparato a mie spese, prima ancora di saper scrivere correttamente il mio nome.